Autore: Silvio Cadelo
Titolo: Vogliadicane
Editore: Glenat
Pagine: 64 a colori
Formato: 21 x 30 cm, brossurato
Si tratta di un fumetto "interattivo" per l’innovativo sistema con cui è sceneggiato: così come l’autore stesso ha avuto notizie di Voglia di Cane tramite una lettera, saranno i lettori a spedirgli testimonianze degli avvistamenti del personaggio e delle avventure che lo hanno coinvolto.
Sono 4 capitoli in totale, quindi 4 lettere. Beh, non so quanto abbia preso dalle lettere e quanto ci abbia messo di suo ma in realtà se non avessi saputo di questo retroscena neanche me ne sarei accorto e il motivo è che la storia è così coesa nel suo essere fuori di testa. E' una storia surreale, poetica, con un certo lirismo, con una narrazione a più livelli, con un'ambientazione lisergica e malinconica, quasi retrofuturista, dove la crudeltà si fonde con la dolcezza.Da quel che
ho capito è un po' la summa della sua visione artistica e ha i suoi temi
prediletti: la dignità e il mistero dell'alterità, il corpo simbolico e
carnale, la paternità, il desiderio come forza vitale, la persistenza
dell'essere, ecc. Ha delle affinità con Jodorowsky e d'altronde con lo
sceneggiatore cileno ha fatto in precedenza La Saga di Alandor, però
Cadelo è un autore molto personale. I disegni sono una via di mezzo tra
Liberatore e Carpinteri, ma Cadelo è Cadelo e l'unica cosa che ha in
comune con gli altri 2 è che ha fatto poca roba. Esiste anche una
seconda storia, apparsa solo su rivista. Poi il personaggio viene
ripreso quando fa un manga per la Kodansha negli anni '90, assieme a
Baru, Igort, ecc. Ovviamente quel Voglia di Cane non ha niente a che
vedere con questo e lo ha editato la Hazard.
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