La fantascienza in Borderline serve solo come ambientazione, a Trillo - di solito - non interessano i generi, li usa come veicoli per una serie di disparate problematiche sociali. Non si tratta di una decostruzione di generi, ma il tutto è filtrato attraverso la sua particolare sensibilità e dunque in Borderline non troveremo il tradizionale worldbuilding coerente, preciso e con basi scientifiche. In ogni caso, per dare delle coordinate, potrei dire che il mondo rappresentato è simile a quello di Fuga da New York di Carpenter, solo molto più malato e punk, oppure a quello di Alita senza le derive cyber. E’ un mondo spietato, crudo e violento, con la classica e netta distinzione tra classi.
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Pensieri Sparsi - Borderline di Eduardo Risso e Carlos Trillo
Autore: Eduardo Risso e Carlos Trillo
Titolo: Borderline
Editore: Free Books
Pagine: 55x12 in bianco e nero
Formato: 16 x 21 cm, brossurato
Pensieri Sparsi - Parque Chas di Eduardo Risso e Ricardo Barreiro
Autore: Eduardo Risso e Ricardo Barreiro
Titolo: Parque Chas
Editore: 001 Edizioni
Pagine: 176 in bianco e nero
Formato: 17 x 24 cm, brossurato
Parque Chas nella realtà è un quartiere di Buenos Aires permeato da misteri, per lo più alimentati dai taxisti: una zona che non si trova sulla mappa, dove il prima e il dopo si congiungono, è un labirinto dove esiste tutto ciò che hai perso nella vita, è un’invenzione di Borges, ecc. Barreiro utilizza quei misteri come metafore della dittatura, della schiavitù, della crisi economica e d’identità e altri problemi sociali dell’Argentina.
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